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Governo Regionale del KurdistanRappresentanza In Italia

Roma, 01 luglio 2014
La Dott.ssa Kader incontra Mons. Antoine Camilleri, Sottosegretario della Sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato Vaticana

In data odierna, la Dott.ssa Kader è stata ricevuta da Mons. Antoine Camilleri Sottosegretario della Sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato Vaticana, accompagnato da Mons. Ortega Martin, sempre della Segreteria di Stato Vaticana.
Mons. Camilleri ha chiesto all’Alto Rappresentante di presentargli l’attuale situazione nella Regione del Kurdistan e nel resto dell’Iraq alla luce dei recenti avvenimenti e la posizione ufficiale della Presidenza della regione, nonché del Governo Regionale del Kurdistan.
La Dott.ssa Kader ha comunicato a Mons. Camilleri che la Presidenza della Regione del Kurdistan, aveva già allarmato il governo centrale di Baghdad del pericolo rappresentato dai ribelli dell'Isis, che si preparavano a lanciare una vasta offensiva nell'Iraq occidentale.
Il Governo di Al Maliki non è riuscito a rappresentare adeguatamente tutte le componenti dell’Iraq e non ha mai preso in seria considerazione la minaccia proveniente dai ribelli dell’Isis.
In tale quadro, le forze peshmerga sono state messe a disposizione per la difesa della Regione del Kurdistan, anche di quelle zone oggetto di contesa, a maggioranza kurda, quale Kirkuk affinché sia tutelato il popolo kurdo e garantita la libertà e la democrazia, nonché protette le risorse energetiche presenti sul territorio, nonostante l’assenza di supporto economico da parte di Baghdad.
La Presidenza e il Governo regionale del Kurdistan hanno affermato più volte che l’obiettivo prioritario al momento non è di occupare alcun territorio, ma piuttosto difendere lo stato di diritto  e risolvere pacificamente a livello politico la situazione costituendo, qualora possibile, un nuovo governo di unità nazionale in cui tutte le componenti siano rappresentante. In tale percorso, il Primo Ministro Al Maliki dovrebbe farsi da parte per consentire il ristabilimento della pace e la costruzione di un nuovo Iraq.
Inoltre, la Regione del Kurdistan sta offrendo riparo e assistenza ai profughi provenienti dal resto dell’Iraq, che si sommano ai profughi siriani, ai cristiani perseguitati in Iraq e Medio Oriente e a tutti gli iracheni stanchi dell’instabilità e mancanza di sicurezza vigente in Iraq.
In particolare, la componente cristiana è stata messa sotto stretto controllo a Erbil, e il Governo ha aperto scuole, chiese a altre strutture per consentire di ospitare l’enorme afflusso di famiglie. Una volta che la situazione si sarà stabilizzata e i villaggi ricostruiti, i cristiani potranno far ritorno nelle loro case.
In tale quadro, l’appoggio della comunità internazionale e della Santa Sede è fondamentale, soprattutto per far fronte all’emergenza umanitaria in corso, nella ricostruzione dei villaggi danneggiati, nella fornitura dei generatori elettrici e di viveri. In particolare, la visita di una delegazione della Santa Sede sarebbe di estremo conforto per la comunità cristiana locale e un’importante manifestazione di solidarietà.
Mons. Camilleri ha ringraziato la Dott.ssa Kader per l'esempio di tolleranza e convivenza religiosa e per l'assistenza umanitaria riservata ai rifugiati siriani ed ai cristiani presenti sul territorio del Kurdistan fino ad ora e soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti. Inoltre il Monsignore ha rassicurato la Dott.ssa Kader che i referenti della Santa Sede in loco, in particolare il Nunzio Apostolico, insieme alle ONG di matrice cristiana stanno facendo il possibile nel fornire tutta l’assistenza necessaria e che il Santo Padre sta seguendo con molta attenzione gli avvenimenti in loco.