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23 giugno 2014
La Cittadella di Erbil viene aggiunta alla lista UNESCO dei siti considerati patrimonio universale dell’umanità

Erbil, Regione del Kurdistan – La Cittadella di Erbil ha vinto la battaglia per essere inserita nell’ambita Lista dell’UNESCO come patrimonio culturale dell’Umanità, grazie al sostegno attivo da parte di Algeria, Libano e Turchia.
L’inserimento nella lista è stato deciso durante la sessione corrente del Comitato del Patrimonio Mondiale nella capitale del Qatar, Doha.
Il comitato si riunisce per valutare l'inclusione di 36 meraviglie culturali e naturali nella lista delle Nazioni Unite. Accettando di aggiungere la Cittadella alla lista, ha superato il parere quasi completamente negativo - anche se non vincolante - da parte della sua commissione preparatoria, ICOMOS.
La Cittadella è una collina già fortificata nel centro della capitale curda e tra i più antichi siti continuamente abitati del mondo.
L’essere abitata da 6.000 anni è stata citata come la ragione principale per la convalida per la lista. Ma ancora più importante sembra essere la guerra in corso fuori dai confini della Regione del Kurdistan, e la minaccia della formazione di uno Stato islamico alle loro porte da parte dei radicali islamici noti per aver distrutto preziose antichità in più di un'occasione.

Il rappresentante turco ha fatto un appello emotivo per sostenere l'Iraq - la richiesta curda al comitato arriva sotto la bandiera irachena, in quanto la regione del Kurdistan non è uno stato formale.

La proposta algerina di accettare che la cittadella sia sufficientemente unica nel suo essere, senza dover scavare nella stessa per trovare la prova archeologica, è stata poi accettata senza nessuno voto contrario.

Un membro della delegazione irachena ha elogiato l'inclusione come "un dono fatto per il mio popolo e tutte le comunità dell'Iraq ... che hanno tanto bisogno di una nota di ottimismo in questo momento."
La cittadella di Erbil è il quarto sito iracheno ad essere incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale, dopo Ashur, Hatra e la città archeologica di Samarra, che si trovano tutte nella zona colpita dalla guerra. L’inserimento nella lista non implica la messa a disposizione di guardie per la protezione del sito, ma lo statuto speciale potrebbe almeno esercitare pressioni sul mondo per prevenire gli attacchi.

Siti storici della città saudita di Jeddah e la città palestinese di Battir sono stati anche inseriti nella lista, anche se ICOMOS nuovamente ha consigliato di differire la loro applicazione ad una data successiva a causa del suo parere negativo.

In relazione a queste decisioni alcuni osservatori UNESCO hanno sottolineato la potenza di un asse dei paesi islamici tra i 21 membri votanti del Comitato del Patrimonio Mondiale, che comprende il Senegal, Algeria, Qatar, Indonesia, Malesia, Kazakistan, Turchia e Libano.

La mancanza di prove archeologiche dell'età della Cittadella è stato uno dei principali punti di critica dell'ICOMOS, ma l'Alto Commissariato per la Rivitalizzazione della Cittadella di Erbil (HCECR) ha chiarito nel corso della riunione di Doha che, dopo la sua visita sono iniziati gli scavi nella Cittadella.
ICOMOS è stato criticato per non aver dato all’HCECR la possibilità di fornire ulteriori informazioni prima di presentare il proprio parere, che non è stato eliminato completamente. All’ HCERC è stato detto di migliorare la protezione della Cittadella, migliorare la sua gestione, considerare di spostare il previsto Museo Nazionale del Kurdistan o cambiare il suo design moderno e di riferire annualmente sui progressi.


Il sindaco di Erbil Nihad Qoja, che è anche membro dell’ HCERC, dichiarò che era "molto soddisfatto" del risultato. "La decisione metterà Erbil sulla mappa come un importante sito storico", ha detto.